JESSICA BALDINI: RAY

JESSICA BALDINI: RAY
GENERE: ROMANZO DI FORMAZIONE
RECENSIONE

Gessica Baldini torna in libreria con una nuova opera: Ray (Booksprint edizioni, pagg. 154, anno di pubblicazione 2025).

La vita di Ray, protagonista della storia raccontata dall’autrice, è una lunga marcia sotto il peso delle prove. Ray è un militare, comandante dell’esercito, abituato alla disciplina, al dovere, alla fatica silenziosa. Ha ben chiaro dentro di sé il senso del bene e il concetto di giustizia. È un uomo coraggioso, integerrimo, votato al dovere. Qualcuno lo chiama anche Eroe. Ma le battaglie più dure non le combatte durante le sue tante missioni: arrivano nel silenzio delle giornate comuni, quando tutto sembra andare per il verso giusto e nessuna medaglia può consolare da perdite o sconfitte. Ray comprende che le ferite più dolorose non sono quelle ricevute sul campo di battaglia, ma quelle che colpiscono la sfera degli affetti personali, poiché quando un equilibrio familiare si rompe, l’impatto può anche essere devastante.

La verità è che siamo tutti forti quando le tragedie appartengono agli altri, quando non ci riguardano in prima persona; e non perché siamo insensibili al dolore altrui, ma perché riusciamo a metterci a disposizione degli altri e ad aiutarli solo quando il nostro “centro” è in equilibrio. E quell’equilibrio risiede per la maggior parte negli affetti, nella vicinanza e nel sostegno delle persone care. Quando abbiamo il supporto di qualcuno sul quale possiamo contare, troviamo la forza e la determinazione necessarie per risollevare chi si trova in difficoltà. Nessun addestramento ci prepara alla sofferenza: quella che ci tocca da vicino.

La prima ferita viene inferta al protagonista da suo fratello, sangue del suo sangue, che, a parte questo, non ha nulla in comune con lui. Il tradimento gli lascia una profonda inquietudine, tanta amarezza e una domanda che rimane senza risposta: “Perché?”. Ma si sa, la vita è imprevedibile. A volte è dura e perfino ingiusta. Dà e prende quando meno ce lo si aspetta. Sembrerebbe che gli eventi della nostra esistenza siano casuali, che capitino per caso, ma accade che poi, guardandosi indietro dopo aver superato tante prove, si inizi a comprendere il senso dell’intero percorso.

Ed è proprio quello che capita a Ray dopo il suo percorso di prove e sofferenze. Perché la vita mette alla prova chi siamo non per spezzarci, ma per svelarci. Ogni ferita non è solo dolore: è un passaggio, una porta verso una nuova consapevolezza. Le prove ci insegnano che il vero coraggio non è non cadere mai, ma avere la forza di rialzarsi. Tutto questo Ray lo comprende quando, dopo il crollo emotivo, inizia a ricordare frasi, frangenti, avvenimenti ai quali allora, per via dei suoi impegni lavorativi, non aveva dato il giusto peso. La società ci porta erroneamente a identificarci con il lavoro che svolgiamo. Spesso sentiamo dire: «sono un medico, un ingegnere, un poliziotto». Ma la verità è che è la nostra essenza a definire chi siamo, non ciò che facciamo. E per riscoprire la nostra essenza e ricordarci chi siamo, dobbiamo necessariamente affrontare delle prove in questa vita, anche molto dolorose. Così Ray, a un certo punto, intuendo che la vita gli sta parlando, che gli sta indicando un nuovo cammino, si lascia trasportare da quella corrente, aprendosi a nuove possibilità. Non dimentica il passato, ma lo guarda con occhi nuovi, scoprendo che le prove non sono nemiche, bensì specchi: ti mostrano chi sei, e chi puoi diventare, se scegli di non arrenderti.

Ecco che, proprio quando tutto sembrava perduto, arriva per Ray quella luce… quell’ancora di salvezza. Spesso la luce può avere il volto di un ragazzo che ci ricorda chi siamo e ciò che siamo venuti a fare (la nostra vera missione in questa vita); o il volto di una donna disposta ad ascoltare e a farsi ascoltare. Ed è proprio in questa luce che Ray inizia a ricostruirsi.

L’Opera della Baldini ci lascia un grande insegnamento: la vita, con le sue difficoltà, è una maestra severa ma profondamente saggia. Non parla con parole dolci, né si presenta con mani leggere; spesso arriva con il peso del dubbio, del dolore, della perdita, del fallimento. Ma è proprio lì, nei giorni storti, nei “no” che feriscono, nelle porte che si chiudono, che essa ci insegna le lezioni più autentiche. Ci insegna la pazienza quando tutto sembra fermarsi. Ci mostra la forza che non sapevamo di avere, quando l’unica scelta è andare avanti. Ci costringe a guardarci dentro, a rimettere ordine tra le priorità, a riconoscere ciò che conta davvero. E, nel farlo, ci trasforma. Le difficoltà, come un maestro severo, non accarezzano. Ma, se accettiamo di imparare, ci rendono più integri, più profondi, più veri. È una scuola senza diplomi, ma i suoi insegnamenti restano per sempre incisi nell’anima.

Jessica Baldini ha esordito con il romanzo Rise. I due romanzi, pur potendo essere letti separatamente, sono astutamente connessi. Al lettore il piacere e la curiosità di scoprire il perché.

Complimenti all’autrice.

Loredana Angela

INTERVISTA

Come nasce l’idea di quest’opera?  

L’idea di quest’opera è nata dopo un sondaggio sui social tra i lettori del mio primo libro “Rise”, in cui hanno espresso una forte preferenza su uno dei personaggi, Ray per l’appunto. Tutti volevano saperne di più e lo preferivano al protagonista. Così alla fine ho deciso di dedicare un’intera storia a questo personaggio.

Cosa ha significato scrivere questo romanzo?  

Scrivere questo romanzo non ha solo significato dar voce al personaggio più amato tra i lettori, ma man mano che lo scrivevo ha assunto anche un altro significato, mettermi di nuovo alla prova con un secondo libro, cercare di migliorare la mia scrittura e il mio stile. Mettermi di nuovo in gioco per arrivare al cuore dei lettori.  

Quali sono i significati che ha voluto trasmettere con questa sua opera?  

Con questo libro ho voluto dare speranza e coraggio a chi vive momenti difficili, a chi sente che arrendersi sia l’unica soluzione, mostrare che non è così. Non arrendersi mai, cercare di essere un faro di speranza per sé stessi e per gli altri è il significato che ho voluto trasmettere. Che per quanto dura possa essere la vita, noi possiamo esserlo di più.  

Per quale motivo i lettori dovrebbero acquistare la sua opera?  

I lettori dovrebbero acquistare la mia opera perché la storia di Ray è una storia che vale la pena di essere conosciuta, se si ha voglia di farsi trasportare da emozioni forti, questo è il libro giusto. Inoltre se si cercano dei consigli sul non arrendersi, a maggior ragione è un’opera che va acquistata.

Qual è la sua filosofia in merito alla vita che insegna?

La mia filosofia di vita in merito alla vita che insegna è la stessa che riporto in Ray, ma anche in Rise, sono libri con messaggi forti e molto simili, basati sul non arrendersi e che si può imparare a farlo anche dalla vita stessa. La vita molto spesso ci mette a dura prova e ci da insegnamenti utili a diventare più forti e imparare a prendere il buono anche da ciò che ci accade di brutto.

BIOGRAFIA

Sono nata a La spezia nel gennaio 1993, mi sono diplomata al liceo scientifico di Sarzana e subito dopo mi sono iscritta all’accademia di recitazione a Massa, che ho frequentato per quattro anni. Da l’accademia ho fatto vari lavori per mantenermi gli studi e coronare il mio sogno della scrittura. Dopo un paio di anni, finalmente sono arrivata alla pubblicazione del mio primo romanzo Rise, pubblicato con la Booksprint edizioni nel Novembre del 2020. Ray è il mio secondo romanzo.