GIOVANNA FRACASSI: LETTERE A SOFIA – Recensione Scrittura Viva – La Voce del Recensore

GIOVANNA FRACASSI: LETTERE A SOFIA
GENERE: MISTO (ROMANZO EPISTOLARE / RACCONTI / POESIA)
RECENSIONE

Nell’era dei social, dove tutto è immediato e accessibile, è raro trovare un momento per fermarsi, fare una pausa, osservare la natura e il mondo che ci circonda, prendere carta e penna e scrivere una lettera a un’amica. A chi viene in mente ormai? È un mezzo di comunicazione quasi obsoleto, eppure in Lettere a Sofia (edito da Tomarchio editore, anno 2022, pagg. 220) Giovanna Fracassi decide di rispolverare quest’antica usanza per raccontare alla sua amica Sofia le riflessioni più intime, i viaggi, l’amore per la scrittura e la lettura, il suo rapporto con la natura e gli animali, la bellezza nascosta nelle piccole cose di tutti i giorni e molto altro. L’opera è complessa perché mescola più generi letterari, senza entrare completamente in nessuno di questi, e lascia sempre un po’ ‘in sospeso’ la figura di Sofia che sembra nascondersi tra le pagine al fine di far emergere una corrispondenza più filosofica e intellettuale. Il fil rouge che tiene insieme tutta l’opera è ‘la ricerca del senso’ che però l’autrice non riesce a trovare perché le si aprono sempre nuovi interrogativi: “Ma questa ricerca sembra non approdare mai ad alcuna conclusione, non v’è alcuna certezza su cui alla fine riposare, nessuna ‘uscita’ dal domandare, perché ad ogni svolta del percorso si aprono altre possibilità, altre vie da esplorare…” (cit. pagg.11). Una sete di conoscenza inestinguibile quella della Fracassi che, infatti, affronta tematiche importanti: l’amicizia, l’amore per l’insegnamento, il tempo e lo spazio nella ricerca dell’equilibrio interiore, la fiaba e il suo alto valore morale, l’eutanasia, la terapia del dolore, il testamento biologico, il femminismo, il bisogno affettivo, l’amore e la genitorialità… insomma c’è molta carne al fuoco, al punto che l’autrice dà spesso l’impressione di essere una maestra zen che impartisce lezioni alla sua discepola con saggezza e lungimiranza. In altri momenti le lettere diventano quasi a tema psicologico (come nella lettera del 7 febbraio) che ricordano molto l’approccio e i dialoghi tra Kishimi e Koga nel libro Il coraggio di non piacere di Ichiro Kishimi, ma generalizzando e valutando le numerose epistole in cui vengono semplicemente espresse impressioni e osservazioni di viaggio, si nota una similitudine d’intenti ed espressiva con Atlante di J.L. Borges in quanto la Fracassi non si limita ad una descrizione fine a se stessa, ma volta a far comprendere il percorso creativo. Nella parte finale troviamo dieci racconti che sono collegati a delle specifiche lettere in cui ne viene spiegato il contenuto, l’ispirazione e la motivazione, uno scrigno in cui depositare piccole perle; allo stesso modo avviene per le lettere che terminano con poesie che l’autrice tiene a far conoscere alla sua amica, quasi si trattasse di un’anteprima di cui la vuole omaggiare. Giovanna Fracassi, appassionata di poesia, in quest’opera ha voluto, per sua stessa ammissione (come nella lettera del 13 gennaio), tentare un genere diverso per esplorare i vari aspetti della scrittura e trovare la sua voce. Il linguaggio è molto legato al contesto poetico e ai suoi riferimenti classici come Virginia Woolf, Marguerite Yourcenar, Hermann Hesse e Gabriele D’Annunzio. Il testo è profondo e non può essere letto con superficialità, perché le riflessioni proposte sono affrontate con accuratezza e spessore attraverso un flusso di coscienza che va seguito con attenzione. Nelle lettere si evince anche un profondo senso di estraniamento, di investigazione intima e un’indole solitaria alla ricerca costante del senso della vita, rincorrendo ricordi e nostalgie, ma cercando spasmodicamente quell’ ‘oltre’ dove ha desiderio di giungere e che sembra spostarsi sempre un passo più avanti. Il bosco e la natura sono temi ricorrenti nelle sue opere, in questa ne sottolinea il mettersi a nudo dell’anima, che a volte teme perché la mette di fronte a dolori che fa fatica a lasciarsi alle spalle. La figura di Sofia è molto interessante. Per tutto il tempo della lettura non si ha la certezza se questa donna esista veramente o no. Ad accrescere i dubbi c’è il fatto che le lettere cominciano con la data del 15 maggio; in nessuna è presente l’anno, come se non fosse necessario perché sono argomenti e conversazioni importanti in ogni tempo, ma la particolarità è che il 15 maggio coincide con la celebrazione della dea della sapienza, Sofia, della mitologia greca. Sofia significa sapienza, sapere, saggezza, scienza, conoscenza e nella tradizione cristiana rappresenta la parte femminile di Dio che coincide con lo Spirito Santo. Sofia nel cristianesimo è un elemento centrale per comprendere la cosmologia dell’universo. Potrebbe essere casuale il fatto che tra le due donne avvenga un incontro proprio nella data del 15? Il concetto filosofico della sapienza ha significato di possesso teorico di approfondimento della scienza e capacità morale di saggezza, che si adatta pienamente non solo alla fame di conoscenza e alla ricerca della natura e del cielo da parte della Fracassi, ma anche allo stile delle lettere di questo libro. A volte Sofia sembra un pretesto per permettere all’autrice di esprimere quelle note di sé altrimenti inaccessibili alla scrittura esclusivamente poetica, spiegando il suo mondo creativo, quasi volesse giustificare la sua presenza nel mondo editoriale moderno su cui fa anche una critica. In alcuni punti Sofia emerge e fa sentire la sua voce. Si rivela un’amica, ma anche un’allieva che ha molto da dire ponendo domande che stimolano la discussione e la riflessione. Considerando il concetto di dualismo, molto presente nelle opere della Fracassi, si potrebbe quasi affermare che Sofia è lo specchio attraverso cui l’autrice, osservandosi, riesca a esteriorizzare la sua più profonda personalità. Lettere a Sofia è un testo che indaga nell’animo umano con sensibilità e profondità, ricco di approfondimenti che meritano attenzione e che lo rendono adatto ai lettori di ogni età. Non giunge a conclusioni definitive o assolutiste, ma ci mostra nuove strade per sviluppare un pensiero critico verso il mondo che ci circonda, che sempre più spesso ignoriamo, e verso noi stessi.

Nicoletta Grossi

INTERVISTA

Lettere a Sofia è un testo che sperimenta diversi generi letterari, ma è anche un flusso di coscienza in cui sembra che lei si voglia raccontare. È così?
Credo che nei miei scritti si sentano le influenze di alcuni autori a me cari. James Joyce, Marcel Proust, Virginia Woolf, Giacomo Leopardi, Gabriele d’Annunzio e Giuseppe Berto e dei filosofi J. P. Sartre e Martin Heidegger. Nel mio ‘Lettere a Sofia’ ho voluto sperimentare una forma di testo a me nuova, ossia l’utilizzo di epistole, di racconti e di poesie, collegando il tutto tramite lo svolgersi di riflessioni esistenziali, ricordi, impressioni, emozioni, riferimenti letterari, esperienze di vita. In questo senso si può dire che è una sorta di flusso di coscienza anche in considerazione del fatto che, come ho esplicitato alla fine del libro, la destinataria delle mie lettere, Sofia, è una finzione letteraria, un personaggio in cui convergono influssi che mi sono giunti da persone, incontri, esperienze, studi significativi.

In alcune lettere si espone con un giudizio molto forte nei confronti della letteratura moderna, ci spieghi meglio in breve il suo punto di vista.
La letteratura moderna e la letteratura contemporanea hanno delle differenze. Nell’esprimere la mia preferenza pensavo alla produzione contemporanea. Ho scritto delle recensioni di libri pubblicati negli ultimi decenni e ho fatto parte di alcune giurie di concorsi letterari e ho quindi letto molti libri recenti e proprio in riferimento agli autori a cui ho accennato nella risposta precedente e ai tanti altri di cui mi sono occupata nei miei studi e nella mia professione posso dire che, ogniqualvolta mi approccio alla lettura dei contemporanei, non riesco a cogliervi quella ricchezza di contenuti, quella fluidità di stile e quella padronanza lessicale che qualificano un vero testo letterario. Pertanto termino a fatica un romanzo contemporaneo e soprattutto poco mi rimane a livello di arricchimento, di stimolo intellettuale e emotivo.Trovo decisamente più interessanti i saggi e le biografie di autori e filosofi dell’Ottocento e del Novecento.

Il tema del viaggio sembra volerci mostrare quanto sia per lei fondamentale osservare il mondo che la circonda anche esplorando nuovi orizzonti. Crede che lo stesso si possa dire per i suoi “viaggi” interiori?
Ogni viaggio nel mondo, in ciò che mi circonda, ogni uscita nella natura o ogni visita ad una mostra di pittura o di fotografia come pure ad un museo, sono da me vissuti come l’occasione per continuare il mio viaggio interiore, quello ‘vero’ in quanto tutto ciò che vedo, che percepisco, che apprendo, si riverbera nella mia consapevolezza di vivere una vita unica, che va arricchita, nutrita, coltivata. Direi che il viaggiare e l’esplorare la mia interiorità vanno di pari passo perché si influenzano reciprocamente. Se scelgo un itinerario o una mostra rispondo ad un mio interesse, ad un mio ‘bisogno’ non solo intellettuale o di svago o di curiosità ma anche esistenziale in quanto vi cerco possibili risposte o nuovi interrogativi sul mio esserci ‘qui e ora’. Mi appassiona confrontarmi con le esperienze, le testimonianze di vari artisti. E con artisti intendo sia i pittori, gli scultori, i fotografi, i letterati, gli attori e i musicisti ma anche l’artigiano che espone nel suo laboratorio, il cuoco che inventa un nuovo piatto, il giardiniere che si incrocia in un parco pubblico o di qualche villa o castello che visito. L’arte non è solo quella che si incontra nei musei ecc… ma è ovunque, fra le persone che vivono con passione quello che fanno. E da tutti posso imparare come interpretare meglio o in modo diverso il mondo esterno ma anche il mio mondo interiore.

È apprezzabile il suo amore verso le piccole cose e le diverse forme di vita, tra cui gli animali. Ce ne parli.
Per me la felicità o almeno la serenità sta soprattutto nelle piccole cose, nella quotidianità delle mie occupazioni, nei libri della mia biblioteca, nelle mie collezioni, nella natura che mi circonda, nel mio giardino, nei miei compagni di esplorazione e di giochi che sono da sempre i miei cani e i miei gatti, ma anche i pettirossi, le rondini, le formiche e le farfalle, insomma il mio piccolo mondo in cui si riverbera il grande universo nel quale viviamo. Tutto questo è anche ciò che sostanzia la mia scrittura in quanto mi fornisce mille spunti e riflessioni per le mie poesie, i miei racconti, mille stimoli creativi per le mie favole, le mie filastrocche così come per le mie iniziative letterarie e non. Penso che ben poco sarei e farei se nulla di questo mi circondasse. Credo che questo ‘humus’, con tutto ciò che comporta e genera sia ciò che rende la mia vita una vita piena, ricca di affetti, di cura, di interessi.

Oltre ai componimenti poetici e Lettere a Sofia, lei ha pubblicato anche libri di favole e filastrocche per bambini. Pensa di cimentarsi anche in altri generi letterari?

Mi piace esplorare vari generi, non solo con la lettura e lo studio, ma anche cimentandomici. Ho scritto molti racconti che presto saranno pubblicati, ho scritto un saggio filosofico a cui ne seguiranno altri, ho in ‘lavorazione’ un memoir e sto realizzando un’agenda letteraria perenne. Per il momento questi sono i miei impegni letterari, i miei progetti a breve termine ma ho anche altre idee che mi piacerebbe realizzare nei prossimi anni. Spero di riuscirci.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Sillogi

Arabesques 2012 Rupe Mutevole
Opalescenze 2013 Rupe Mutevole
La cenere del tempo 2014 Rupe Mutevole
Emma alle porte della solitudine 2015 Rupe Mutevole
In esilio da me 2016 Kimerik
Nella clessidra del cuore 2017 Rupe Mutevole
Il respiro del tempo 2018 Kubera edizioni
La brace dei ricordi 2021 Rupe Mutevole
Sono tornati i papaveri 2023 Rupe Mutevole

Saggi:

Lettere a Sofia 2022 Tomarchio editore
Essere e corpo in J. P. Sartre 2023 Rupe Mutevole

Letteratura per l’infanzia:

L’albero delle filastrocche 2018 Rupe Mutevole
Nel magico mondo di nonna Amelia 2021 Rupe Mutevole
Il Natale raccontato da nonna Amelia 2023 Rupe Mutevole
Le filastrocche del regno della fantasia 2024 Rupe Mutevole

Link per l’acquisto dell’opera Lettere a Sofia:

www.tomarchioeditore.it/2022/09/21/lettere-a-sofia-giovanna-fracassi/
https://www.amazon.it/Lettere-Sofia-Segnalibro-Giovanna-Fracassi/dp/B0BG9B6FVY

https://www.ebay.it/itm/144869760162

https://www.libreriauniversitaria.it/lettere-sofia-segnalibro-fracassi-giovanna/libro/9791280993038

https://www.mondadoristore.it/Lettere-Sofia-Con-Segnalibro-Giovanna-Fracassi/eai979128099303/

https://www.ibs.it/lettere-a-sofia-con-segnalibro-libro-giovanna-fracassi/e/9791280993038

https://www.lafeltrinelli.it/lettere-a-sofia-con-segnalibro-libro-giovannafracassi/e/9791280993038queryId=bb58c9159cedbcdc489d4f5d4351adaa

https://www.libreriauniversitaria.it/lettere-sofia-segnalibro-fracassi-giovanna/libro/9791280993038

https://www.unilibro.it/libro/fracassi-giovanna/lettere-a-sofia-con-segnalibro/9791280993038

NOTE BIOGRAFICHE

Giovanna Fracassi è nata a Vicenza da Emilio Fracassi, medico pediatra, e da Gemma Brazzarola. Il nonno, Egidio Fracassi, professore di Lettere è stato un irredentista e ha scritto numerosi saggi storici e politici ad oggi presenti nella sezione storica della Biblioteca civica di Rovereto (TN).
Giovanna, figlia unica, ha così modo, fin da piccola di vivere in un ambiente culturale molto stimolante e, crescendo, ha libero accesso alla biblioteca di famiglia. Si nutre di letture di vario genere, spaziando dai romanzi d’avventura, a quelli storici, alla poesia e ai saggi. Matura pertanto la passione per lo studio della letteratura, della filosofia, della storia, ma anche della pedagogia e della psicologia che la condurrà dapprima a conseguire il Diploma di Liceo psico-pedagogico e poi la Laurea in Lettere e filosofia presso l’Università di Padova.
Successivamente i suoi interessi culturali e umani la conducono a studiare e a conseguire varie abilitazioni all’insegnamento. Insegna così nella Scuola dell’Infanzia, nella Scuola primaria, e nella Scuola secondaria di primo e di secondo grado per la cattedra di Lettere. Ottiene inoltre l’abilitazione all’insegnamento della religione cattolica, la specializzazione per l’utilizzo del metodo d’insegnamento Braille, un master in Cinema, teatro e spettacolo, un master in Counseling.
Parallelamente alla professione di docente di Lettere, ha coltivato la passione della scrittura. Autrice poliedrica si interessa di filosofia, di letteratura, di storia, di fotografia, filmografia, musica e storia dell’arte. Passioni che nutre viaggiando in Italia, in Europa e in Russia.