ELISA SIRONI: IL CANTO DELL’ASSIOLO – Recensione a cura di Scrittura viva – La Voce del Recensore

Lᴀ Vᴏᴄᴇ ᴅᴇʟ Rᴇᴄᴇɴsᴏʀᴇ
SCRITTURA VIVA

ELISA SIRONI: IL CANTO DELL’ASSIOLO

ROMANZO

RECENSIONE

Un esordio davvero interessante quello che ci propone l’autrice Elisa Sironi con il suo romanzo Il canto dell’assiolo (Ctl edizioni Livorno, anno di pubblicazione 2021, pagg. 282).

Una narrazione tra passato e presente – con studiati sbalzi temporali, intrecciati abilmente – nella quale si animano le vite dei due protagonisti: Nicole Grimaldi, giornalista, e Alessandro Martini, medico. La storia è ambientata sullo sfondo dell’Italia democristiana degli anni 80, durante le vicende relative alla caduta del muro di Berlino e al devastante terremoto di Haiti.

Non è il classico romanzo d’amore, né solo un romanzo d’amore. È un genere misto; ed è sicuramente la contaminazione di diversi generi letterari che contribuisce a renderlo ancora più avvincente, in quanto contiene elementi tipici del thriller, del romanzo storico e di quello psicologico. È proprio la componente psicologica, utilizzata con sapienza dalla Sironi, a tenere incollato il lettore fino all’ultima pagina. Un romanzo decisamente “affollato” in quanto recitano al suo interno diversi personaggi, ognuno dei quali è abilmente descritto attraverso i suoi pensieri e le sue riflessioni più profonde, tanto che chi legge si percepisce, di volta in volta, in un “a tu per tu” con il protagonista di turno. Se per buona parte è il lato umano a colpire, con gli aspetti emotivi e introspettivi e i tempi “rallentati”, dall’altra rappresenta motivo di coinvolgimento anche la “vivacità” di alcuni avvenimenti significativi, non solo lieti ma anche drammatici, che caratterizzano le scene più movimentate… E non è azzardato utilizzare il termine scene perché durante la lettura si ha come la sensazione di assistere alle riprese di un film. Tra i vari personaggi, è quello di Angelica, madre della protagonista, a spiccare più di altri per i suoi modi austeri e per le implicazioni che avranno le sue azioni nello svolgimento dell’intera storia e nell’ostacolare la relazione tra Nicole e Alessandro.

Una narrazione corposa ma, soprattutto nella parte finale, piena di scoperte e sconcertanti rivelazioni che lasceranno in bilico il lettore – sempre di fronte a nuovi risvolti – tra il confuso e il sorpreso. Apparenza e sostanza sono i due piani sui quali si svolge l’intera vicenda: quello che rappresenta la verità dei fatti, e ciò che invece si vuole far credere. Verità che stentano a venir fuori, perché troppe e delicate sono le implicazioni nelle quali sono imbrigliati i personaggi. Qualcuno sarà “costretto” a mentire portandosi addosso il peso della menzogna. Ma chi ha nascosto la verità, lo ha fatto per proteggere qualcuno o solo per semplici interessi personali? Esistono fatti che è preferibile non svelare? C’è chi ha manipolato le vite di qualcun altro? Storia, politica, logiche personali, sentimenti si intrecciano in una escalation avvincente. Un vuoto di vent’anni che pare essere distanza, ma che invece consolida il sentimento dei protagonisti, i quali ad un certo punto della storia con coraggio si metteranno a nudo, sconfiggendo timori e perplessità, perché come scrive l’autrice: «È dannatamente vero che il cuore non si addestra e che ignora ogni comando».

La Sironi ha una penna delicata e scorrevole, forte e immersiva quando necessita, ma pur sempre chiara e limpida, che permette di entrare nella narrazione con mente e cuore. Notevole la capacità descrittiva di alcuni episodi in particolare, così come l’abilità nel costruire i dialoghi che non risultano mai banali o scontati. Il romanzo affronta due realtà che, purtroppo, ancora oggi sono presenti nella nostra cultura: la difficoltà della donna di riuscire ad affermarsi professionalmente e la limitatezza della libertà di essere sé stessa nella “gestione” dei sentimenti e delle scelte personali.

Essendo la prima pubblicazione dell’autrice, il romanzo può di certo dirsi un esperimento riuscito. Per chi avesse voglia li leggere qualcosa fuori dai soliti generi letterari, e viaggiare nelle mille prove e avventure che devono affrontare i protagonisti, Il canto dell’assiolo è sicuramente il libro giusto.

Francesca Autieri

BIOGRAFIA

Elisa Sironi è nata il 9 maggio 1982 e vive in Toscana, in un piccolo paese alle porte di Livorno, sua città natale. Laureata in scienze politiche e relazioni internazionali, durante e dopo l’università collabora con una testata locale, Il Tirreno di Livorno e, nel 2009, anche con una redazione televisiva di respiro regionale Rtv38. La passione per la scrittura e per il giornalismo l’accompagnano per svariati anni, nei quali la collaborazione con la redazione cittadina si alterna alla frequenza di vari corsi di scrittura tenuti dallo scrittore livornese Sergio Consani. Nel 2010, per ragioni strettamente legate alla vita privata, lascia la via giornalistica e intraprende un percorso lavorativo in una pubblica amministrazione, nel 2017 si specializza con un master in counseling analitico transazionale e diventa poi un funzionario pubblico nel 2020. In questi anni di latitanza dalla scrittura non abbandona mai il sogno di un libro, sogno che nell’agosto 2021 si concretizza nel suo romanzo d’ esordio “Il canto dell’assiolo”, una narrazione che combina l’amore per gli ambienti, i suoni ei profumi della campagna con la mai sopita passione giornalistica e la storia del tardo Novecento.

INTERVISTA

Come nasce l’idea di quest’opera?

Nasce da uno scambio di opinioni con una collega, in un periodo piuttosto caldo in cui stavamo tutelando la nostra sicurezza sul lavoro. Siamo sole nel corridoio, nella classica pausa caffè e la determinazione con cui lei mi traccia le prospettive di azione mi incuriosisce molto, fiuto qualcosa. Si sente che c’è un vissuto dietro, un passato importante. Indagare mi viene istintivo ed eccoci in un attimo a rispolverare una storia lontana, di un’adolescenza ribelle, di un amore contrastato da valori politici opposti. Da questo piccolo input la mia fantasia inizia a viaggiare e incontra la mia passione per la storia e il giornalismo…

Cosa ha significato scrivere questo libro?

È la mia grande rivincita, non ho potuto scrivere per professione, da questo punto di vista la vita mi ha portata altrove, ma finire questo romanzo ha significato soprattutto dimostrare a me stessa che le passioni trovano sempre la strada per imporsi.

Quali sono i messaggi più significativi che ha voluto trasmettere con la sua opera?

Credo che il messaggio più forte sia proprio nel titolo, nel significato che ha in natura il canto dell’assiolo. È un richiamo sussurrato nelle notti d’estate con cui il maschio cerca la sua femmina, che è sempre la stessa, spesso anche oltre la morte. È una storia sui legami, visibili e invisibili, sulle emozioni, sui segreti covati dentro al cuore, sul passato ritorna che presente. E spesso l’amore più forte è quello che non segue gli schemi e che esce dalle convenzioni.

Ha in cantiere un’opera similare?

Sì. A dire il vero adesso sono impegnata nel progetto di scrittura molto diverso per i toni e gli argomenti trattati ma ho un’idea piuttosto precisa per un altro romanzo a sfondo storico.

A proposito del suo libro…

È stato definito un romanzo delle donne e credo che davvero non ci sia definizione più azzeccata. Di temi ce ne sono tanti ma credo che i messaggi più potenti che arrivano siano proprio quelli legati ai personaggi che stringono legami forti, lottano per amore, passionale o materno, fanno scelte, più o meno “politically correct”. E perdonano.

Booktrailer

“Il canto dell’assiolo”:

Per l’acquisto del libro:

https://www.ctleeditorelivorno.it/product-page/il-canto-dell-assiolo

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